anime

Absolute terror field – un commento su Neon Genesis Evangelion

una cosplayer di Asuka

da wikimedia commons

Neon Genesis Evangelion è un anime giapponese che in soldoni parla di un gruppo di robottoni che deve difendere la terra, niente di nuovo quindi se non fosse che questo anime è del 1995 ed è tutto rivisitato in chiave moderna.

L’opera di per sè è godibile ed ha parecchi punti di forza: bei personaggi, bel design dei robottoni, stupenda concezione dei nemici ecc. ma ha anche delle grosse pecche che riguardano la storia.

Punti di forza

Ho amato quest’opera: è emozionante vedere questi robottoni giganti come una casa che per poter sparare causano un blackout a mezzo Giappone o che scollegati al cavo di alimentazione hanno del tempo limitato (nell’ordine dei secondi credo) per agire, è emozionante poi scoprire che son fatti di carne. Ci sono pure gli stilemi tipici delle opere giapponesi (orfani, adolescenti super dotati e bla bla) che non danno assolutamente fastidio anzi sono proprio uno dei motivi per cui uno si guarda i cartoni giapponesi. Superbi sono i villain: oltre ai classici mostri antropomorfi delle stesse ci sono un ottaedro, una spirale di energia, un satellite nello spazio, un virus del computer. Bello tutto quanto ma proprio per questo i difetti sono terribilmente frustranti perché?

Difetti

I manga e gli anime giapponesi a differenza dei fumetti o cartoni americani o europei finiscono, hanno un inizio, uno svolgimento ed una fine invece l’uomo ragno o dylan dog ad esempio non finiscono e sono sempre più o meno uguali dal primo all’ultimo albo. Il fatto che le opere giapponesi si concludano ha dei grandi pregi: un numero di situazioni limitate in cui usare i personaggi (e quindi non un abuso degli stessi) ed una storia solida; allo stesso tempo però se sfruttati male questi stessi pregi possono diventare difetti. In questo caso sembra che gli autori dell’anime non sapevano bene dove andare a parare, hanno tirato su una storia di tradimenti e sotterfugi che poi non sapevano concludere. Quando l’anime finisce, per altri motivi (ma io credo anche per questo) gli ultimi due episodi (o erano quattro?) della serie di Evangelion sono una brodaglia di inutili riflessioni dei protagonisti che parlano in prima persona. Alcuni hanno apprezzato questo finale “filosofico” personalmente a me ha annoiato a morte e l’ho trovato una scappatoia per non risolvere i punti lasciati in sospeso, un po’ come un bambino che dice “ho un segreto ma non te lo posso dire…”, solletica la curiosità ma è poco onesto con il prossimo specialmente se quel segreto è una sonora boiata.

The End of Evangelion, film uscito al cinema nel 1997 che si propone di risolvere in qualche modo i punti lasciati in sospeso e placare al tempo stesso le proteste dei fan, conferma in parte quello che ho detto. Più o meno tutte le fazioni (chi segretamente e chi palesemente) avevano come obiettivo l’unione degli angeli con Adam e trasformare tutti in brodo primordiale (vabbè) e quindi a pensarci tutti quanti si sono ammazzati per niente ed hanno speso un sacco di tempo e soldi per creare degli Eva che servivano solo a rallentare i loro scopi. Da piacevole cartone di fantascienza si trasforma quindi in un’orribile ed irritante puttanata mistica senza senso e con troppe pretese, peccato.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...