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Un anello per domarli tutti

da wikimedia commons

Essendo uscito in questi giorni il secondo capitolo de Lo Hobbit di Peter Jackson ho deciso di fare questo post sulla sua controparte letteraria, o meglio, di fare in raffronto tra questo libro e quello successivo più famoso Il Signore degli Anelli. Avendo letto questi due volumi più o meno quindici anni fa potrebbe sfuggirmi qualcosa, inoltre voglio affermare fin da subito che ho sempre preferito Lo Hobbit.

I due libri hanno diversi aspetti in comune e altrettante differenze. Il primo volume in ordine di tempo e di narrazione è Lo Hobbit e si vede, la storia è molto fresca parla di un hobbit (appunto) che accompagnato da dei nani deve andare a prendere il tesoro del drago Smaug, alla fine del libro c’è una grossa battaglia tra cinque eserciti. La storia è fondamentalmente uguale a quella della trilogia successiva, degli hobbit accompagnati da altra gente di altre razze deve andare in un territorio ostile a fare qualcosa di pericoloso e alla fine ci sono diverse battaglie, l’unica differenza è che il libro è grande cinque volte tanto quindi gli eventi sono un po’ più complicati a discapito della fluidità del racconto. Molti dei luoghi visitati sono gli stessi, la contea, le montagne dove si trova Gollum ecc. anche i personaggi si ripetono (inevitabilmente essendo un seguito). L’incipit ovvero il ritrovo alla casa di Bilbo risulta in tutti e due i libri molto lento, solo che la lunghezza di quello ne Lo Hobbit è ancora accettabile.

Tuttavia sono le differenze ad avere, a mio parere, maggior peso nella valutazione dell’opera. Gandalf nel primo libro è una sorta di mago ma la sua magia consiste nell’utilizzo della polvere da sparo, assomiglia più a un girovago di un circo che a una semidivinità come appare nei libri successivi. Gli elfi sono cattivi, o meglio non sono interessati alle altre specie e tendono ad evitarle ed essere vagamente ostili, successivamente saranno dei fidi alleati dediti alla perfezione e a una antipatia senza fine. L’anello è un anello dell’invisibilità, non altro ma c’è da dire che nella trilogia ricoprirà un ruolo fondamentale e il senso di pesantezza che frodo prova nel trasporto dell’unico sarà una delle parti più belle di tutto il libro. Poi in ultimo c’è Smaug, un drago, l’antagonista per eccellenza di tutte le storie fantasy che manca purtroppo nei tre libri seguenti. Quando l’ho letto per la prima volta Lo Hobbit ho speso due giorni, Il Signore degli Anelli mi ha richiesto più di un mese, il primo è una fiaba per bambini facile da leggere che ti tiene sulla corda, ogni volta che un capitolo finisce vuoi sapere come continua, il secondo è un libro più maturo e completo ma la cui trama era stata già raccontata in modo più efficace. Più o meno come La fattoria degli animali e 1984 il libro è lo stesso ma il modo di raccontarlo e la lunghezza sono diverse. Con questo non voglio dire che Il Signore degli Anelli sia un libro illeggibile, è godibile e sono sicuro che molti lo considereranno di gran lunga superiore al precedente, però ho sempre trovato Lo Hobbit più efficace e conciso, che non vuole spiegare troppo e che riesce a far vivere ancora la magia e lo stupore di una fiaba per bambini in cui le cose da raccontare sono tante e sempre nuove.

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