arte, pittura

L’arte contemporanea

La “fontana” di Duchamp

Da oltre mezzo secolo ciò che viene esposto nei musei e venduto per cifre altissime non corrisponde a ciò che noi vorremmo vedere appeso nelle nostre case. La motivazione è semplice, l’arte ha sempre avuto due aspetti fondamentali per essere di successo: l’aspetto decorativo e l’aspetto innovativo. L’aspetto decorativo riguarda il rapporto di un’opera con i sensi, se suscita piacere allora ha raggiunto il suo scopo, tuttavia questo aspetto è altamente soggettivo e subordinato alla cultura personale del ricevente, cultura in tutti sensi: sia la cultura a cui appartiene un individuo, che sarà diversa se esso è italiano o cinese, sia la cultura inteso come bagaglio di conoscenze ed esperienze che tale individuo ha avuto nella vita. Il secondo aspetto è l’aspetto innovativo ovvero la capacità che ha un’opera o un artista di evolversi dall’arte precedente. Più o meno da Duchamp in poi l’aspetto innovativo si è esaurito in quanto tutto adesso può diventare arte e l’aspetto decorativo proprio per questo è stato completamente dimenticato. Sono stati quindi sostituiti dalla capacità di stupire di un’opera che spesso si esaurisce dopo pochi secondi, lasciando poco o nulla al fruitore di questa.

L’unico motivo per cui vengono fatte ancora opere artistiche riguarda strettamente un fattore commerciale in quanto l’arte è un investimento per il futuro, un oggetto materiale la cui unica funzione è dire che tal de’ tali possiede tot soldi in quanto quell’opera vale quello, come se avesse il corrispettivo di quella cifra in oro. Mi stupiscono quei post che si vedono ogni tanto su facebook in cui famosi musicisti o artisti vendono la propria arte per strada e non vengono calcolati, non mi stupisce che ciò accada, mi stupisce che ciò venga preso come cartina tornasole per supposta mancanza di sensibilità della gente, ma non c’è niente di strano  a non voler comprare un quadretto fatto con la bomboletta al prezzo di 60$ e non c’è nulla di strano a non voler ascoltare musica che non interessa. Il punto è che se per strada fossero stati venduti quadri di Millais a quel prezzo la gente li avrebbe sicuramente comprati tutti e si sarebbero sicuramente fermati ad ascoltare pezzi di musica un po’ più moderna e trascinante o se si fossero trovati in un posto più tranquillo che una stazione della metro in cui tutta la gente ha normalmente fretta (a questo proposito l’unico motivo per cui un artista di strada si mette in questi luoghi non è perché qualcuno si fermi ad ascoltare la sua musica ma è il fatto che ci passa tantissima gente con più probabilità di guadagnare qualcosa), anche a me piace la musica classica e parecchio ciò non vuol dire che se cerco una stazione radio mi fermo ogni volta che sento un pezzo meraviglioso, dipende da quello che ho voglia di sentire o da quello che devo fare in quel momento. Se c’è quindi una cosa, e una sola, che hanno palesato questi signori è che il loro lavoro è soprapagato.

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