pittura

Preraffaelliti

La ragazza cieca di John Everett Millais

Più o meno un anno fa sono andato a vedere una mostra sui preraffaelliti in cui sono state esposte una grande quantità di opere di autori diversi. Il movimento preraffaellita nasce nel 1848 ad opera di Dante Gabriel Rossetti e in sostanza promuove un ritorno alla pittura con un approccio meno accademico e più naturalistico, influenzati probabilmente dalla nascita negli stessi anni della fotografia. Le scene rappresentate sono spesso bibliche, medievali o paesaggistiche in contrasto con il passaggio della grigia era industriale di già cominciata in Inghilterra.

Dante Gabriel Rossetti non è stato però un grande pittore, per quanto i suoi intenti potessero essere nobili i volti-fotocopia della donne che rappresentava erano vagamente androgini e intrappolati in uno stile povero e artificioso, tuttavia il suo merito è stato aver aperto la strada a degli eccellenti artisti, tra tutti il più importante e soprattutto il bello da vedere è senza dubbio John Everett Millais.

Millais di cui la maggior parte delle persone ricorda il quadro Ofelia realizza con perfezione pittorica i paesaggi e i volti delle persone, le espressioni sono realistiche e riescono a trasmettere cosa provano gli attori della scena, non ci sono esagerazioni è la delicatezza che contraddistingue il suo operato.

Maria Maddalena, un notevole quadro di Anthony Frederick Augustus Sandys

Nel quadro qui a sinistra una ragazza vedente racconta a una ragazzina cieca i colori dell’arcobaleno ed è impossibile non commuoversi pensando a quale spettacolo vieni privato con la cecità: l’arcobaleno e questo stesso quadro. Le scelte cromatiche dei quadri di Millais sono molto bilanciate e piacevoli, a naso, direi che probabilmente usa solo colori puri che non mischia con bianco e con nero per mantenerne la brillantezza, una tecnica già nota nel rinascimento, in qualche quadro ho visto un accenno di pittura materica esattamente dove serviva (ricordo precisamente della paglia in un quadro di cui non ricordo, purtroppo, il titolo). I temi scelti per le sue opere, la scelta compositiva e le storie raccontate dalle sue tele sono assolutamente ineccepibili.

Accanto a questi due artisti che considero il peggio e il meglio della mostra c’è una notevole quantità di artisti di discreta qualità, un accenno particolare lo voglio dedicare a John Brett che realizza degli ottimi paesaggi, in cui la natura nella sua semplicità e nella sua fedele realizzazione è protagonista assoluta.

La mostra in sostanza non ha deluso le aspettative, vedere dal vivo dei quadri così vale veramente la pena, mi sono realmente reso conto che Rossetti come pittore non valeva un granché (citato in tutti i libri di storia dell’arte mi sembrava strano che non ci trovassi proprio nulla di bello) e mi sono realmente emozionato sulle tele di Millais.

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