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Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie – Dawn of the Planet of the Apes

Foto di Ltshears.

In un pianeta in cui un virus ha quasi sterminato la razza umana, i pochi sopravvissuti sono costretti a relazionarsi con un gruppo di scimmie che a causa di una serie di avvenimenti occorsi nel film precedente sono diventate intelligenti. La riattivazione di una centrale elettrica nel territorio delle scimmie creerà una serie di tensioni che terminerà in qualche scaramuccia con qualche vittima e a una successiva pace.

Debitore dal primo film di una certa aspettativa il film delude. Gli umani sono totalmente anonimi e fondamentalmente tutti padri di famiglia senza personalità e fatti con lo stampino, i più “cattivi” i più duri di cuore insomma sono destinati a soccombere, il che non ha alcun senso in una società che è composta da sopravvissuti. Le scimmie sebbene possano contare su dei buoni personaggi come Cesare e Koba non brillano troppo nemmeno loro. Koba che ha tutti i motivi per odiare gli umani scade in una tragica banalità del male quando prende il potere: la sua vanità, i suoi trucchi, la repressione della libertà di opinione fanno sfumare quella che sarebbe dovuta essere la logica principe del film: il sopravvissuto ha ragione. Il tutto si risolve invece a tarallucci e vino con qualche esplosione inutile di C4 (perché poi?), con uno spettacolare combattimento su un palazzo che molto probabilmente  non uccide Koba.

Buone le idee di far utilizzare alle scimmie rudimenti della cultura umana tra cui pitture facciali e cavalli, meno credibili le trovate come la presa dell’armeria minimamente sorvegliata in cui due deficienti si fanno ammazzare da una scimmia (da cui sono stati precedentemente minacciati), buoni gli effetti speciali e i combattimenti, in sostanza un film ancora godibile ma che scadrà senza possibilità di recupero in un probabile sequel. Sufficiente.

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