I Simpson

I Simpson S25 Ep10 – Married to the Blob

In questa puntata l’uomo dei fumetti accortosi che la sua vita è vuota cerca (e trova immediatamente) una ragazza che poi sposa, la ragazza è una giapponese disegnatrice di manga che accetta l’uomo per quello che è. Non credo che nessuno sentisse il bisogno di vedere il nerd maritato, la cosa oltre ad essere improbabile (non che nei simpson ci sia bisogno di un tale realismo) fa perdere all’uomo dei fumetti uno dei suoi difetti caratteristici e fa trasudare un’inutile voglia di happy ending per tutti. La puntata inoltre sembra semplicemente una scusante per omaggiare Miyazaki, svariati minuti sono dedicati a una riproposizione in chiave Simpson delle sue opere che tuttavia mancando dei disegni e della poesia del mangaka risultano abbastanza stucchevoli (sarebbe stato meglio dedicargli meno spazio). Nel complesso la puntata non ha praticamente nulla da salvare soprattutto se con occhio critico si evitano le strizzate d’occhio all’animazione orientale. Insufficiente.

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I Simpson

I Simpson S25 Ep9 – Steal This Episode

In questo episodio la famiglia Simpson si trova alle prese con le leggi su copyright. Homer stufo di spendere una marea di soldi per portare tutta la famiglia al cinema decide di scaricare illegalmente i film e in seguito di proiettarli nel suo cortile a beneficio di tutta la cittadinanza, Marge presi dai suoi esagerati sensi di colpa spedisce quindi i soldi del biglietto non pagato alle major del cinema scatenando in questo modo una serie di eventi che porteranno Homer ad essere arrestato dall’FBI. Al processo il convenuto dirà di averlo fatto per amore suscitando la benevolenza di Hollywood che farà un film su di lui e riuscendo quindi a scamparla. L’episodio ha moltissime gag ben riuscite e i Judas Priest che cantanto copyright law invece che breakin’ the law sono la cigliegina sulla torta. Il cartone non dà un giudizio netto sulla pirateria ed è bello che ogni tanto che qualcuno in televisione faccia vedere le cose in questo modo invece delle solite pantomime che paragonano chi guarda un film pirata alla stregua di un rapinatore, scippatore ecc. Molto interessanti anche le analisi di lisa “Hollywood è una grande compagnia che ama fare i film su chi lotta contro le grandi compagnie” e “la pirateria e Hollywood hanno tutte due le loro nobili ragioni ma il loro scopo è fare più soldi possibili”, rivelando che insomma l’ipocrisia sta un po’ dappertutto. Eccellente.

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