The Walking Dead

The Walking Dead S4 Ep11 – Salvare il mondo

foto di Jorge David

Puntata divisa in due differenti sottotrame: Michonne, Rick e Carl che allo sbando tentano di sopravvivere e le vicende di Glenn e dei suoi nuovi compagni di viaggio che devono salvare il mondo e trovare sua moglie. In una seconda metà di stagione in cui si alternano alti e bassi si può dire che questo episodio sia decisamente positivo, la narrazione è scorrevole e si raccontano storie di sopravvissuti e sopravvivenza in modo tutto sommato realistico. La tensione permea molte scene. Rick che rimasto solo a casa deve in qualche modo sopravvivere è la parte più riuscita, poiché è senza pietà ma a chi deve sopravvivere viene giustificato tutto. Molto buono.

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The Walking Dead

The Walking Dead S4 Ep10 – Detenuti

foto di Dfoulk1

In questo episodio di The Walking Dead ritroviamo i vari gruppi di sopravvissuti che allo sbando cercano di ritrovarsi l’un l’altro. La puntata si svolge piattamente, le idee non ci sono e dà l’impressione di dover essere  un episodio necessario e di raccordo piuttosto che qualcosa scaturito dalla voglia di raccontare qualcosa. Le figlie di Hershel sembrano essersi accorte solo ora di essere in un mondo di zombi, prendono decisioni avventate e pare che siano sconvolte dagli avvenimenti recenti, quando la morte di famigliari e amici le perseguita da almeno due stagioni. Il macello della carne di cannone presente in questo episodio non fa nè caldo nè freddo, cui prodest? Pare impossibile che in un mondo infestato da anni da una calamità come questa non ci sia stata alcuna selezione e che i personaggi continuino a ripetere sempre gli stessi errori, a struggersi enormemente per una perdita senza ritrovare la lucidità in poco tempo. Unica nota positiva è il rapporto delle bambine con il nuovo mondo che sfocia in una voglia di sopravvivenza che giustifica tutto ma è troppo poco. Insufficiente.

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The Walking Dead

The Walking Dead S4 Ep9 – Smarriti

Foto di Bob Jagendorf.

Riprende dopo la lunga pausa natalizia la serie di The Walking Dead con una puntata in cui troviamo Rick e il figlio a spasso dopo il massacro e la diaspora dell’episodio precedente. Il padre mezzo moribondo entrerà in uno stato di incoscienza mentre il figlio se la dovrà cavare da solo riflettendo in qualche misura l’entrata nell’adolescenza. Nel frattempo Michonne vaga senza meta alle prese con i fantasmi del passato, a fine puntata reincontrerà gli altri due. Pochi personaggi, qualche brivido e un po’ di tensione rendono l’episodio godibile e lontano dalle pagliacciate amorose e politiche che si erano viste nelle ultime stagioni (non a caso Romero considera la serie una soap opera con qualche zombi occasionale). C’è da vedere cosa accadrà nella prossima puntata che pare narrare le vicende degli altri membri del vecchio gruppo, per tornare sui giusti binari la serie dovrebbe sacrificare un po’ di personaggi importanti e non la solita carne da cannone senza storia a cui non è possibile affezionarsi. In conclusione l’episodio odierno fa ben sperare sebbene sia stato un po’ annacquato e a volte sia risultato un po’ lento. Buono.

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Il Trono di Spade

Game of Thrones – le prime tre stagioni

da commons wikimedia
Natalie Dormer, una delle attrici di Game of Thrones

Il Trono di Spade (in inglese Game of Thrones) è un telefilm fantasy tratto dalla saga letteraria Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin. La storia è un po’ lunga da riassumere in poche righe ma si tratta di una lotta tra diversi schieramenti per prendere il controllo del trono di spade diventare re dei sette regni. A mio giudizio è uno dei telefilm migliori degli ultimi anni.

La storia come già detto deriva da un ciclo di romanzi e questo è già un vantaggio, in primo luogo è molto solida non ci sono punti deboli o cliché da telefilm, inoltre non sembra essere legata ad un fanservice o a particolari richieste degli attori che in caso di serie che hanno un grande seguito diventano piuttosto rilevanti spesso a discapito della creatività dell’autore della serie stessa, ad esempio in The Walking Dead all’opposto vediamo una fatica tremenda nel far morire i personaggi quando in realtà sarebbero sacrifici necessari, per quanto simpatici è proprio la loro caducità che li rende reali e ci fa simpatizzare per loro, quando vivono in una bolla di immortalità e di perfezione morale non hanno più molto da offrire, far morir loro a fine stagione rende solo noiose metà puntate e ti telefona il finale. Essendo la serie letteraria di Game of Thrones piuttosto in avanti (non è finita) rispetto a quella televisiva non corre il rischio di venire corrotta. In generale poi le idee ci sono e sono ben dosate, ogni puntata è diversa e mai ripetitiva, viene dato sempre ciò che si brama ed è uno spettacolo per gli occhi.

Altro punto a favore della trama è una grande quantità di personaggi ed un ricambio piuttosto fluido tramite la morte di questi (come già accenato prima), il che non vuol dire che i nuovi arrivati siano cloni dei precedenti, affatto, ogni perdita diventa un vuoto ed ogni nuovo arrivo è un arricchimento. C’è da dire che gli attori sono anche molto bravi, diretti bene e scelti con cura. Il nano è assolutamente credibile nella sua parte dopo miriadi di film di Hollywood in cui un nano è solo un nano qui abbiamo una figura forte e centrale del telefilm nonché uno dei personaggi per cui è più facile parteggiare nonostante sia un Lannister e quindi “cattivo” (ma essendo un opera completa la definizione di buono e cattivo è fortunatamente abbastanza fluida).

La ricchezza di scenografie, di attori e di comparse attesta che questa serie non ha paura di spendere i soldi e li spende molto bene, oltre a ciò non ha paura di infrangere vari tabù televisivi, mostra violenza e sadismo, uccisione di bambini, infanti e donne incinte, e in ultimo sono frequenti scene di nudo integrale sia maschile che femminile. Tutto ciò aiuta molto la serie si percepisce una notevole onestà intellettuale, una voglia di far bene e non solo di vendere oppure una consapevolezza che ciò che viene fatto bene venderà di sicuro.

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The Walking Dead

The Walking Dead S4 Ep8 – Indietro non si torna

da wikimedia commons

Finale di mezza stagione su cui c’è da dire poco e niente, ormai dalla seconda stagione TWD si trascina in un vuoto assoluto, i personaggi sono privi di spessore e fastidiosi, inevitabilmente si tifa per il “cattivo” di turno sperando che faccia fuori tutti, per poi scoprire che anch’egli è altrettanto fastidioso, restano solo gli zombi che in tutta situazione giocano sempre un ruolo marginale. Come detto da qualcun’altro il bello del fumetto da cui è tratto questo telefilm è che tutto è incerto ogni personaggio per quanto importante può morire in qualunque momento e nella maniera più stupida, qui essendo i personaggi degli attori la loro morte deve essere epica o eroica e possibilmente avvenire in momenti importanti della stagione (il finale a metà o quello vero), cosa comporta ciò? Un’assenza di contenuti negli altri episodi, quindi un’orgia degli stessi in alcuni momenti con il rischio che vengano buttati là senza preoccuparsene troppo.

Nello specifico in questa stagione vediamo lo svilupparsi di un epidemia e il ritorno del governatore, l’idea dell’epidemia era anche buona se non si fosse risolta solo nell’inutile macellazione della carne da cannone di cui siamo abituati dai tempi di star trek, ma che importa se muore sempronio? è dei protagonisti che mi affeziono e temo per la loro vita, è quando c’è quest’incertezza che lo show diventa interessante, ma qui i protagonisti vivono della sindrome di superman che non può morire e non può fallire. Glenn si è ammalato? tranquilli un paio di puntate e tornerà di nuovo in forma, si ammala il dottor xy? scavate pure la fossa. L’epidemia solleva anche dei dubbi morali, che in TWD ci sono sempre stati ma che vengono presto snobbati: Rick ha sì fatto fuori in passato qualche bambina zombie, si è chiesto se far fuori i prigionieri o il suo amico, ma niente di tutto ciò è avvenuto a sangue freddo, è successo sempre qualcosa che ha mutato la situazione. C’è una certa dicotomia in questo telefilm tra bene e male, Carol (sarà vero?) ha ucciso per salvare la gente da un’infezione? non c’è posto per lei nel gruppo, chi uccide a sangue freddo è un cattivo inevitabilmente. Il governatore è infatti proprio l’esatto opposto, uccide a tradimento per impossessarsi delle risorse, afferma di farlo per la sua gente ma non c’è dubbio che lo faccia solo per soddisfare il proprio ego. Tuttavia il governatore in questa quarta stagione è stato il personaggio più interessante purtroppo in TWD non c’è troppo spazio per le sfumature se sei cattivo ti dimostrerai  sempre essere un cattivo senza pietà, addirittura in modo didascalico: Rick nell’ultima puntata offre una tregua, ma non c’è spazio per la tregua nel cuore dell’antagonista. E chi sta con lui muore nella maniera più cretina possibile, sparando centinaia di colpi e uccidendo solo una comparsa probabilmente pure malata… puoi essere più numeroso, meglio equipaggiato ed avere pure un carrarmato; non importa, solo le tue scelte morali contano.

E gli zombi? Gli zombi ci sono, come una forza della natura, un mare in tempesta che in verità è solo un blando temporale, servono a giustificare l’umanità sotto scacco ma la verità è che non fanno più paura a nessuno.

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